Fusione Corigliano Rossano io voto SI

In tanti incontrandomi mi chiedono come sia orientato per l’eventuale fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano. Ho sempre risposto che voterò SI. C’è chi è d’accordo con me e chi no, ma nessuno è in grado di argomentare per bene le motivazioni che lo portano alla scelta che farà. L’eventuale fusione è sicuramente un passaggio importante per le due città, si potrebbe temere una perdita di identità di una delle due o di entrambe, ma evitare questa eventualità sarà compito di coloro i quali ci tengono veramente a questa identità. A coloro i quali amano le tradizioni e le vorranno conservare nel tempo riproponendole sempre. So che tanto a Corigliano quanto a Rossano ci sono persone del genere e pertanto non mi preoccupo di eventuali “perdite di identità”. Le leggi che normano la fusione di comuni e ne stabiliscono le regole, provocheranno sicuramente diversi allarmi tra la gente, l’ultimo dei quali, facilmente superabile, ma che comunque ha un notevole impatto sulle paure popolane e sull’umore di chi poco conosce del suo comune, ma tanto sa della “festa del paese”, è quello relativo al fatto che ci sarà un solo Patrono della città e quindi una sola festa patronale. Quale sarà il patrono della nuova città che nascerà dalla fusione di Corigliano e Rossano? San Francesco o San Nilo? Domanda alla quale oggi è difficilissimo rispondere, anche perché potrebbe davvero determinare la riuscita o meno della fusione stessa. Qui si entra nell’ambito religioso-popolare, di tradizioni e voti (non quelli politici, ma quelli fatti ai Santi, per intenderci). Chi ha sollevato la questione, ben conoscendola, ha voluto puntare l’accento su una questione poco rilevante istituzionalmente, ma molto rilevante socialmente. Populistica quanto basta per mettere in crisi qualsiasi tipo di percorso si voglia fare. Personalmente ritengo che al di là di chi possa essere “eletto” Patrono della città futura, se veramente ci si tiene ad una Santo proprio e ad una tradizionale festa, la si possa fare comunque. Vorrà dire che si faranno entrambe le feste, che siano patronali o meno. Al di là delle discussioni dei piccoli marginali aspetti che si dovranno curare per l’eventuale fusione, bisognerà lottare contro coloro i quali vedono in questo una perdita del proprio piccolo orticello o piccolo potere. Personalmente voterò SI perché ritengo si l’unico modo per dare una scossa a questa città in cui poco o niente funziona, che sta morendo accartocciandosi su se stessa a causa della miseria degli amministratori che negli ultimi anni l’hanno governata e che proprio dai coriglianesi sono stati scelti. Lo status quo è terribile e pertanto è meglio cambiare, anche facendo un salto nel buio. Bisogna combattere la letargocrazia.

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